Il progetto Pinocchio nasce nel Mondo di Ari alla fine del 2023. Dopo aver illustrato e dato vita ai personaggi del libro–progetto Amare vuol dire vivere o morire, Ari Queirolo, insieme al suo maestro, Amedeo Schipani, decide di cimentarsi con quella che è probabilmente la fiaba più famosa al mondo: Pinocchio di Carlo Collodi.
Il lavoro prende avvio con una serie di tavole illustrate dedicate ai momenti più significativi della storia. I personaggi vengono reinterpretati attraverso lo stile personale di Ari, pur rimanendo fedeli allo spirito e al testo originario. L’idea nasce anche in occasione della mostra di Chiavari allo Spazio Casoni nell’ottobre 2023, dove il maestro intagliatore conserva una splendida fatina lignea quasi a grandezza umana e un singolare busto di Pinocchio. Proprio Casoni ci fa conoscere anche i lavori dell’associazione Mosaico ODV, che ha realizzato con grande maestria numerose serigrafie dedicate al celebre burattino.
Il tema suscita subito grande interesse nella nostra neonata associazione e così, nel febbraio 2024, organizziamo una Giornata dedicata a Pinocchio nella cornice del Castello di Nervi, anche in occasione di una ricorrenza significativa legata alla storia dell’opera. Durante l’evento, molto partecipato, vengono esposte alcune delle prime tavole di Ari, il busto di Pinocchio di Casoni, alcune serigrafie dell’associazione Mosaico ODV e una selezione di libri provenienti da diverse edizioni illustrate da artisti illustri.
La giornata si era aperta con un laboratorio creativo dedicato ai bambini, condotto da Ari e Amedeo S. Per il pubblico adulto, invece, sono stati letti alcuni testi tratti dalle canzoni di Edoardo Bennato e dal musical dei Pooh, che hanno offerto spunti di riflessione profondi sul significato della storia. Non è mancato un momento curioso e suggestivo: la lettura di un capitolo del romanzo in genovese, scelta simbolica per un libro che, dopo la Bibbia, è tra i più tradotti al mondo. Di grande interesse è stato anche l’intervento di Marta Oldani, che ha presentato un confronto tra diverse traduzioni del testo, tema della sua tesi di laurea in Comunicazione.
Dopo aver invitato tutti i presenti a rileggere un’opera che non è affatto solo un libro per bambini, la nostra associazione ha poi avviato una ricerca su un aspetto meno noto della fiaba: il bestiario. Analizzando vari studi sull’argomento, abbiamo individuato tutti gli animali presenti nella storia: sono ben 29.
Da qui nasce, nel Mondo di Ari, l’idea di creare un bestiario originale dei personaggi animali della fiaba, reinterpretandoli con uno sguardo nuovo e creativo: trasformandoli, reinventandoli e osservandoli da un’altra prospettiva.
I lavori di Arianna sono nati quindi durante sessioni di atelier con il suo maestro Amedeo Schipani, in un ambiente protetto e strutturato che le ha consentito di esprimere al meglio il proprio potenziale, dove, con un lavoro di riflessione, ricerca condivisa, e utilizzando un metodo che si basa su un delicato equilibrio tra libertà creativa e sostegno pedagogico, dove si da’ vita a storie, narrazioni e personaggi, frutto di suggestioni interiori e passioni coltivate nel tempo, generando opere ibride, ricche di simboli e significati, dove l’immagine diventa racconto e rivive in ogni opera la sua capacità di sognare.
Una volta completate le tavole del Bestiario, e osservata la trasformazione che questi personaggi avevano subito, è emersa l’idea di dare forma e significato a una mostra racchiusa in una domanda:
“E se oggi, nel 2026, Pinocchio non volesse più cambiare per essere accettato, ma fosse lui a chiedere al mondo di accoglierlo nella sua diversità?”
A questa riflessione si affianca anche il contributo di alcuni amici di Ari, che hanno realizzato una serie di fumetti capaci di parlare da soli, sintetizzando il desiderio di libertà e la volontà di essere se stessi, affrontando la vita senza preclusioni. I fumetti sono firmati da Luca Lavagetto, con il suo stile unico e inconfondibile, da Matteo Schiavone, con figure squadrate e quasi severe, e da Francesco Bonicco, che conclude il fumetto con una frase simbolica:
“La mia strada incomincia adesso. È lunghissima, però la percorrerò fino in fondo.”
Con questa mostra itinerante, che prende avvio dallo SMacc – Centro Culturale San Marcellino, abbiamo cercato di reinterpretare la fiaba di Collodi come un viaggio di libertà e di identità, un invito a guardare il mondo con occhi nuovi.
Accanto alla mostra sono previste diverse attività collaterali e, successivamente, verranno organizzati laboratori su prenotazione nelle scuole, per continuare a far vivere e reinterpretare questa straordinaria storia.

UN VIAGGIO NEL BESTIARIO DI ARI Q.
“La vera libertà non è diventare ciò che gli altri vogliono, ma essere sé stessi con coraggio e gentilezza”
Si tratta di un viaggio artistico che unisce fiaba e riflessione, sogno e identità, per ricordarci che ogni essere – di legno, di carne o di fantasia – merita di essere libero di essere sé stesso.
IL BESTIARIO DELLA LIBERTA’
Si tratta di un gruppo di immagini di animali che popolano il romanzo di Collodi – compagni, saggi, tentatori, giudici, guide e specchi dell’animo del burattino – che vengono si riproposti, ma trasformati dall’estro di Ari Queirolo e dalla sua visione poetica creata nelle numerose sessioni artistiche con il suo maestro.
Non semplici figure colorate e/o arricchite da elementi artistici in tecnica mista, ma ciascun animale è stato reinventato nel carattere, nella forma e nel simbolo, come se un vento di libertà li avesse attraversati, cambiandoli dall’interno.
Il viaggio inizia con una Grilla rosa parlante, frivola e arguta, presto raggiunta da tre Pulcini, due femmine e un maschietto, che cinguettano con curiosità e sorpresa.
La volpe, ora chiamata Volpuccia, è morbida come un peluche e porta con sé una grazia inattesa; accanto a lei, il gatto diventa un elegante nobile di provincia, sornione e impeccabile. Il Gatto Nobile!
Il piccolo Merlo bianco, immaginato come un omino candido, apre la strada al regale Falcottavo, un falco vestito come un signore dell’aristocrazia, con gioielli e portamento da re.
Più avanti, troviamo il Cane Carbone (Alidoro) trasformato in un Principe di Persia, che ci introduce in un mondo esotico, mentre il Corvo, maestro di saggezza, è immaginato come dispensatore di consigli con calma antica. La Civetta, dagli enormi occhi rotondi, vigila su tutti con morbida premura, seguita da tre Conigli neri: due coniglie e un coniglio ornati di collane
con il sole, la luna e il cuore, simboli del loro misterioso ruolo.
In successione arriva il martellante Picchio, fedele alla sua natura incessante, che incontra un Pappagallo ridarello, chiacchierone e pronto allo scherzo; arriva quindi un Gorilla, che è un giudice di altri tempi, sembra un Lord, per arrivare alla Lucciola, creatura fatata, che illumina la notte con un bagliore gentile.
La tensione narrativa del viaggio nel Bestiario, cresce con l’arrivo della Faina, affamata di galline e dotata di denti affilati, e dal Cane mastino, qui ritratto con suggestivi occhi verdi. Il Serpente, che ricorda Sir Biss, porta un tocco ironico e teatrale, mentre il colombo è stato trasformato in una morbida Colombona, con una grande margherita sul capo, che diviene una
compagna di viaggio rassicurante.
Il tratto marino del percorso narrativo è affidato al Delfino, che nuota felice e sorridente, e al grande Pescecane – o balena – da Ari reinventato come una Squala dall’aria simpatica, con un corsetto di pizzo che sottolinea la sua femminilità giocosa.
Troviamo anche un tonno che è in realtà è una Tonna, che sfoggia una collana a forma di cuore. C’è il Granchio, come sempre filosofo, che riflette sul destino, mentre la Lumaca porta sul guscio piccoli fiorellini, come un giardino in miniatura. Abbiamo quindi la Marmottina, morbida e gentile, che precede la figura del ciuchino, qui, nel Bestiario di Ari, reinterpretato come Rosmunda, un’asinella rosa piena di grazia.
La Capra Turchina, con un fiore tra le corna, chiude il gruppo degli animali del romanzo collodiano insieme al tonno e al maestoso colombo, nella scena finale. Però non si è dimenticato l’immaginario della versione Disney dove troviamo anche una piccola Topina,
piccolissima e vestita come una bambola, che è la figura conclusiva e affettuosa di questa parata di creature nuove.
Il Bestiario di Pinocchio non è solo illustrato: è stato trasfigurato. Gli animali cambiano colore, postura, intensità.
Diventano sovrani, filosofi, dame, giudici d’altri tempi, spiriti luminosi o piccoli gioielli della fantasia.
Ognuno di loro porta in sé un messaggio: il diritto di cambiare, di reinventarsi, di essere altro che il mondo si aspetta.
Così il Bestiario si fa allegoria di libertà, proprio come Pinocchio: un invito a guardare il mondo con occhi nuovi, a lasciarsi attraversare dal vento che trasforma e libera, ma sempre nel limite invalicabile del rispetto altrui.
Questo è il messaggio che la nostra mostra itinerante vuole portare a tutti coloro che avranno la possibilità e il piacere di visitarla.